Formato di Piazza: Il legittimo accorgimento…

Continua su Pronostici di Piazza la rubrica scritta dal nostro Raffaele Formato. Formato di Piazza non risparmia nessuno e con l’umorismo e la satira che lo contraddistingue proverà a raccontarci cosa è successo in questo weekend di sport e Serie A. Non vi rubiamo altro tempo e vi lasciamo alla seconda “puntata” di Formato di Piazza!

Le polemiche per l’ultimo fuorigioco non visto in Napoli Juventus hanno dominato l’ultima settimana calcistica e siamo sicuri che altre ne nasceranno. Non vedere Chiellini in fuorigioco col turbante in testa era davvero difficile, gli mancava solo il giubbotto catarifrangente. Praticamente si sono concentrati quasi tutti sul “fuorigioco difficile da vedere” di Caceres, effettivamente parlare di Chiellini non conveniva proprio.
Ma ad essere distruttivi è facile. Siamo tutti bravi a criticare, a parlar male. Quante volte lo avete sentito dire? I problemi nascono quando bisogna governare le situazioni, proporre. E allora comincio a mettermi al riparo fin da subito con delle proposte semplici.

Siamo la patria del legittimo impedimento, non sarebbe male se ci dessimo da fare con qualche legittimo accorgimento per ridare un minimo di credibilità al nostro calcio.

Fonte woldsoccertalk.com

 


Ecco le mie personalissime tre proposte:

  1. Introduzione delle telecamere di porta (Goal Line Technology che fa più figo);
  2. Sorteggio arbitrale integrale (o parziale, viva la flessibilità);
  3. Massimo due mandati per i designatori arbitrali

Tutto facile e applicabile immediatamente.

 

 

 

Proposta 1 – La Goal Line Technology

Comprendo che il miglior portiere italiano non fosse in grado di vedere quel benedetto pallone di Muntari un metro dentro la porta, era difficile. Le telecamere di porta avrebbero risolto questo inconveniente in 20 secondi netti e avrebbero risparmiato una figura di merda storica a Gianggino nostro. Fra tabaccherie e trofei fasulli ci sarà pure abituato, ma io penso anche al suo bene.

Proposta 2 – sorteggio arbitrale integrale/parziale

Evitiamo la leggenda secondo la quale l’ultima volta (nel 1984) che fu usato il sorteggio integrale vinse lo scudetto il Verona. Agli juventini veri non piace, non lo vogliono il sorteggio integrale perché, spiegano (Sacchi e Sconcerti i loro oracoli), anche in quell’anno fu un sorteggio truccato/pilotato. Cioè non spiegano perché secondo loro non va bene, ma spiegano che fu pilotato proprio come quando è stato revocato lo scudetto della Juventus nel 2004-2005, meravigliosi come sempre. Un po’ come dire “all’epoca lo scudetto del Verona fu falsato, è giusto che sia falsato anche il nostro”. Grazie di esistere!

In effetti, comunque, neanche a noi sta simpatico il Verona, ma il punto è un altro e gli juventini fanno finta di non capire. Il sorteggio integrale serio (e sottolineo la parola serio) toglierebbe qualunque alibi a tutti. Sarebbe il primo passo verso la sconfitta di uno dei più grossi problemi italiani “il piagnisteo e il vittimismo napoletano”, quello che a nord del Tevere diventa “la giusta rivendicazione”.

Sai che soddisfazione vincere (piuttosto che rubare) col sorteggio integrale? Niente più dietrologia sul Rocchi o sul Tagliavento di turno. L’arbitro sarebbe totalmente casuale e casuale sarebbe la squadra che vince lo scudetto. Una novità assoluta.

Se proprio non si vuole arrivare al sorteggio integrale c’è quello parziale, già adottato (male) qualche anno fà. Vari gruppi di arbitri suddivisi per “bravura” associati a gruppi di partite suddivise per  “difficoltà” / “importanza”. Che poi non ho mai compreso perché una partita del massimo campionato professionistico di Serie A debba avere più dignità di un’altra. A meno che non si debbano salvaguardare di più gli interessi economici di uno piuttosto che di un altro e allora non stiamo più parlando di sport, ma di altro. Una volta creati i gruppi di arbitri associati ai gruppi di partite da parte dei designatori si passa al sorteggio, ripeto, serio.

Proposta 3 – Massimo due mandati per i designatori

Come dovrebbe essere per i politici, massimo due mandati. Poi a casa, via. Fuori dalle bolas. Di gente che si incancrenisce su qualunque tipo di poltrona ne abbiamo già tanta. Molti credono che il calcio sia un giocattolo di loro proprietà.

I rapporti coi dirigenti calcistici devono essere esclusivamente professionali, niente amicizie particolari o rapporti di favore, pena la rimozione. Ne va della credibilità dell’intero sistema calcio. Massimo due campionati. Se si va oltre cominciano a partire i rolex in regalo, le telefonate per incontri più o meno segreti dove si decide chi deve vincere o si deve salvare, le telefonate per come devono essere sviluppate le griglie arbitrali e così via.

 

Ci siamo già passati.

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